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Messaggioda MarioBros » 31/05/2010, 20:09

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Genere: Drammatico
Titolo originale: Chloe
Nazione: Canada, Francia, Stati Uniti
Anno produzione: 2009
Durata: 96'
Regia: Atom Egoyan
Cast: Liam Neeson, Julianne Moore, Amanda Seyfried, Max Thieriot, Meghan Heffern, Laura DeCarteret, R.H. Thomson, Mishu Vellani, Nina Dobrev, Julie Khaner, Natalie Lisinska, Sean Orr, Arlene Duncan, Rod Wilson
Produzione: Studio Canal, Montecito Picture Company
Distribuzione: Eagle Pictures
Sceneggiatura: Erin Cressida Wilson, Nina Dobrev
Uscita italiana: 12 marzo 2010

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ATTENZIONE :





L'amore infedele
Catherine (Julienne Moore) è una donna di mezza età ancora avvenente a cui sembra non mancare decisamente nulla: ha un bel marito, un bel figlio, una bella casa, un lavoro di medico che la appaga. Ma il sospetto che il marito la tradisca con una giovane studentessa getta la donna in una spirale di angoscia dalla quale non esce se non dopo aver complicato ulteriormente la situazione, finendo col coinvolgere nel ménage una escort dalle sembianze angeliche a cui chiede di sedurre il marito per provare la sua fedeltà al matrimonio. I suoi sospetti sembrano trovare conferma, salvo poi scoprire che a essere in crisi è proprio lei e non il marito, di cui aveva erroneamente dubitato...

Gli inutili smarrimenti esistenziali di chi nella vita ha proprio tutto...
Chloe è un film che non decolla, che convince solo a metà, che lascia delusi per una serie di buone ragioni. Tanto per cominciare il plot, che scorre ma non senza intoppi e forzature. Quasi immediatamente, infatti, affiora una domanda che incrina la credibilità dell'intera sceneggiatura: come può una donna bella come Catherine, la cui vita farebbe gola a chiunque, decidere un bel giorno sulla base di un misero sospetto di complicarsi deliberatamente l'esistenza innescando un processo a catena che finisce pure in tragedia? E soprattutto, come fa ad affidare la sorte della proprio matrimonio a una ragazzina che per narcisismo decide di mettere in piedi una diabolica messinscena cui Catherine abbocca con disarmante ingenuità? Ecco, l'incipit già non funziona. Ma procediamo con ordine: sotto l'apparente perfezione della vita di Catherine si nasconde molta solitudine, mentre col figlio adolescente impera la guerra fredda, peccato che il motivo di tanta ostilità non ci venga spiegato. Di sicuro è un elemento della sceneggiatura che, per quanto rimanga irrisolto, funziona in quanto serve a enfatizzare la solitudine affettiva della donna, che tenta appunto inutilmente di entrare in contatto con i due uomini della sua vita da cui viene invece ignorata. Ma il rovello che da subito la affligge è la relazione col marito David (Liam Neeson), con il quale non c'è più l'intimità di una volta. Sarà vero che la tradisce? Per scoprirlo assolda una bellissima ragazza di nome Chloe (Amanda Seyfried). Tra le due donne scaturisce pian piano una reciproca attrazione: Catherine vede in Chloe l'immagine della bellezza e della giovinezza perduta, Chloe vede in Catherine il riflesso sbiadito di una madre perduta prematuramente, e una donna adulta da sedurre e amare. Il film dopotutto non fa che portare per l'ennesima volta sullo schermo una riflessione assai vecchia: la crisi che accompagna molte donne di mezza età, quando non più belle (sebbene non sia il caso della nostra protagonista), danno spazio al dubbio atroce di non essere più seducenti agli occhi dell'altro. Un vecchio clichè, dicevamo, che se non altro ha il vantaggio di mostrarci una mezza verità. In una società fondata su una ancor stretta divisione dei ruoli, malgrado molto sia stato fatto per una parità effettiva tra i sessi, non solo urlata e auspicata, alla donna spetta il ruolo della “seduttrice”, ovvero di colei che deve sempre essere all'altezza dei desideri, delle aspettative del maschio, pena il tradimento. Il che sembra echeggiare un altrettanto vecchio e misero adagio: agli uomini spetta l'intelligenza e tutt'al più il fascino, alle donne invece la bellezza, naturale o costruita che sia. Unico pregio del film: l'estetismo, talora stucchevole ma mai gratuito, in quanto serve a rendere più visibile quanto bello, perfetto e irreale sia il mondo che ruota attorno alla famiglia Stewart, con la città di Toronto a fare da sfondo alla vicenda, di cui a un occhio attento e conoscitore della metropoli non sfuggono alcuni dei suoi luoghi simbolo: il Cafè Diplomatico dove Chaterine incontra Chloe per conoscere i dettagli del love affair che intrattiene col marito, o la Ontario College of Arts, e la Cn Tower.
Va fatta un'ultima considerazione, in un momento come questo in cui urge una riflessione profonda sul mondo e sull'umanità: un film di recente uscita come Up in the Air , per esempio, aveva saputo descrivere e raccontare con intelligenza e leggerezza l'America e la sua crisi finanziaria; dunque, c'era proprio bisogno di un film come questo? A fugare ogni dubbio in proposito è l'idea incontestabile che il cinema sia prima di tutto entertainement, sogno.
Tuttavia c'è qualche ragione per credere che il film passerà pressoché inosservato, malgrado Atom Egoyan sia e resti uno dei registi più talentuosi di Hollywood, di cui il premiatissimo Ararat, sul genocidio armeno del 1915, è forse la prova più lampante.
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