CRAZY HEART Megavideo Streaming Megaupload Torrent Movshare

I migliori Film e le serie Tv più interessanti del momento!

CRAZY HEART Megavideo Streaming Megaupload Torrent Movshare

Messaggioda MarioBros » 09/06/2010, 0:18

CRAZY HEART

Megavideo Streaming Megaupload Torrent Movshare link Rapidshare senza blocchi e senza limiti

Genere: Drammatico
Titolo originale: Crazy Heart
Nazione: Stati Uniti
Anno produzione: 2009
Durata: 112'
Regia: Scott Cooper
Cast: Jeff Bridges, Maggie Gyllenhaal, Robert Duvall, Sarah Jane Morris, Beth Grant, Annie Corley, Tom Bower, Luce Rains, Josh Berry, Rick Dial, James Keane, William Marquez, Paul Herman, Colin Farrell
Produzione: Butcher's Run Films, Informant Media
Distribuzione: 20th Century Fox
Soggetto: dal romanzo omonimo di Thomas Cobb
Sceneggiatura: Scott Cooper
Uscita americana: 16 dicembre 2009
Uscita italiana: 5 marzo 2010

Immagine



ATTENZIONE :





Un Wrestler nelle terre selvagge
Ai bei tempi Bad Blake aveva una certa reputazione. Qualcuno lo ricorda come il cowboy dell’amore, sanguigno e malinconico, esponente della vera country music, niente a che vedere con lo stile artificioso di “quelli di Nashville”. Poi qualcosa comincia a non girare più per il verso giusto e la sua carriera volge al declino. Arrivato alla soglia dei sessanta, alcolizzato e disilluso, Bad sembra aver esaurito da un pezzo vena creativa ed entusiasmo. Lontano dalle luci della ribalta, per guadagnarsi da vivere è costretto a macinare chilometri in auto attraverso il sudovest del Paese, riproponendo i suoi vecchi successi in sperdute roadhouse trascinandosi da una sbronza all’altra, per poi risvegliarsi nauseato in squallide stanze di motel. Nulla, neanche l’amore per la musica, sembra poter spezzare lo stato d’apatia in cui Bad è precipitato, finché l’incontro con una giovane giornalista venuta a intervistarlo lo metterà di fronte alle sue responsabilità di uomo e di artista…

L’anima ferita della country music
Le credenziali per un’avventura cinematografica che sapesse cogliere, rinnovandolo, lo spirito più autentico della tradizione musicale americana, c’erano eccome: le musiche originali e il ruolo di produttore di T Bone Burnett, leggendario musicista esploratore delle radici della cultura folk; la collaborazione alla colonna sonora di Stephen Bruton, altro talento del country-blues, scomparso di recente. Anche la scelta di Jeff Bridges come protagonista, forte di un’esperienza di musicista oltre che del giusto physique du role, poteva lasciare ben sperare.
Lo scenario è quello delle grandi occasioni: la strada a perdita d’occhio che percorre l’immensità di uno scenario desolato e struggente, la musica come sola compagna di viaggio; e poi sale da bowling, bevute ai bar, sudici motel. Un’America rurale profonda, mitizzata e trasfigurata dal cinema in categoria dello spirito, fa da cornice al tour di Bad Blake, che si muove con la pigra e consumata disinvoltura di chi sulla strada è nato. Per Bad tuttavia, la magia è finita da tempo. Ormai tagliato fuori dalle tappe che contano, la vita on-the-road non riserva più altro che seccature, sbronze tristi e solitudine.
Tutt’intorno si muove un’umanità reietta, relegata ai margini delle grandi autostrade dello sviluppo, eppure orgogliosa delle proprie tradizioni, dell’immutabile stile di vita. Se la ricostruzione delle atmosfere è accurata e il lavoro degli attori notevole, Bridges su tutti, ma anche Colin Farrel nella parte del giovane allievo che supera il maestro diventando una star, troppo spesso in Crazy Heart il mito scivola nel cliché, situazioni prevedibili e personaggi stereotipati che poco o nulla rivelano dello spirito segreto e della natura dei luoghi e dei loro abitanti. Qualche saltuaria, ironica annotazione di antropologia sociale, quasi nulli i riferimenti culturali peculiari che sono ancora la linfa vitale degli Stati del Sud, e soprattutto scarsa e tematicamente decentralizzata la musica. Ci aspettavamo un bagno ristoratore di country e rimaniamo delusi. Le performance di Bad sono al contagocce, concentrate nella prima parte del film e quindi, coerentemente a quella fase dello sviluppo narrativo che descrive un musicista scontroso e depresso, per niente trascinanti. Emerge il lato oscuro della performance: l’abuso alcolico, i debiti, gli ingaggi miseri, la mancanza di rispetto e il cinismo dello showbiz, la rassegnata sopportazione di Blake per le giovani band che gli vengono affiancate. Anche quando il “cuore pazzo” di Blake riprenderà a palpitare, non lo farà per la passione musicale, ma per l’amore di una donna. Da quel punto in poi il film vira inevitabilmente a dramma sentimentale e lì si ferma.
Appesantito dal moralismo, da una scrittura e da una regia senza guizzi dell’esordiente Scott Cooper, Crazy Heart celebra fiaccamente il mito americano dell’uomo caduto in un precipizio e apparentemente sconfitto dalla vita, che non si rassegna, affronta eroicamente le proprie debolezze e infine si riscatta. Per un film che nelle intenzioni avrebbe dovuto far emergere il colore autentico del country-blues, la musica poteva meritare di più.
Avatar utente
MarioBros
Amministratore
 
Messaggi: 698
Iscritto il: 29/12/2009, 14:27
Località: Italia


Metodo 2 :




Metodo 3


Torna a Film

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 0 ospiti

cron