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Messaggioda MarioBros » 12/05/2010, 2:10

IRON MAN 2

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Genere: Fantascienza
Titolo originale: Iron Man 2
Nazione: Stati Uniti
Anno produzione: 2010
Durata: 125'
Regia: Jon Favreau
Cast: Robert Downey Jr., Don Cheadle, Gwyneth Paltrow, Mickey Rourke, Sam Rockwell, Scarlett Johansson, Samuel L. Jackson, Paul Bettany, Leslie Bibb, Olivia Munn, Kate Mara, John Slattery, Tim Guinee
Produzione: Marvel Entertainment, Marvel Productions, Marvel Studios, Fairview Entertainment
Distribuzione: Universal Pictures
Sceneggiatura: Justin Theroux
Uscita americana: 7 maggio 2010
Uscita italiana: 30 aprile 2010

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ATTENZIONE :





"Mi dispiace, è un tipo molto eccentrico..."
Dopo aver rivelato al mondo di essere lui stesso Iron Man, il multimilionario inventore Tony Stark si è imposto come garante della pace planetaria, sfruttando il suo temibile alter ego come vero e proprio deterrente. Ma ci sono nuovi guai all'orizzonte: il governo americano ha tutte le intenzioni di appropriarsi dell'armatura, mentre il magnate delle armi Justin Hammer progetta di sostiuirsi a Stark nel cuore della gente. Come se non bastasse, un fisico russo di nome Ivan Vanko emerge dal passato della famiglia Stark: suo padre era uno scienziato che lavorava insieme al padre di Tony, ma fu accusato da quest'ultimo di spionaggio, riportato in Russia e poi confinato in una prigione della Siberia. Ivan giura vendetta, e ha le conoscenze tecnico-scientifiche per perseguirla...

La molte anime del cinecomic
Non ci stupiremmo se la Marvel scrivesse un decalogo del buon pop-corn movie, un utile vadmecum per la concezione e realizzazione di blockbuster di successo (d'accordo, c'è stato L'incredibile Hulk, ma si tratta di un personaggio difficile da affrontare e poco amato dal grande pubblico): se già il primo Iron Man aveva stabilito nuovi standard da questo punto di vista - non è un caso se film passati o futuri come Sherlock Holmes, Green Lantern e Buck Rogers l'abbiano eletto a fonte d'ispirazione - il tanto atteso sequel valorizza ulteriormente la collaudata formula dell'originale sino a proporre la miglior commistione fra commedia e cinecomic, dove l'ironia e lo humour sposano efficacemente l'azione e l'avventura. Considerando anche la presenza di qualche deriva "drammatica", l'equilibrio di tutti gli elementi in gioco rischiava seriamente il collasso strutturale, ma inaspettatamente lo sceneggiatore Justin Theroux è riuscito a bilanciare ogni singola anima del film in una composizione piuttosto armoniosa e alquanto divertente; niente male per uno che ha alle spalle solo qualche episodio di Six Feet Under (peraltro un serial di grande finezza) e la collaborazione allo script di Tropic Thunder... oltre a un ruolo nel conturbante Inland Empire di Lynch, ma questa è un'altra storia.
I meriti sono però in gran parte ascrivibili al regista Jon Favreau, anche lui attore (qui interpreta Happy, guardia del corpo di Tony Stark), ma soprattutto abile confezionatore di prodotti d'intrattenimento, grazie all'ottima conoscenza dei tempi comici e alla padronanza dei mezzi spettacolari. Intendiamoci, siamo lontani dall'inventiva di Burton e Raimi, ed è difficile parlare di autorialità nei riguardi di Favreau; eppure non gli si può negare una notevole capacità di catturare il pubblico, così come alcuni buoni progressi nella direzione delle scene action, ora meglio coreografate e più stilizzate - più "fumettose" - rispetto al prequel. Accade allora che l'estetica delle esplosioni non risulti così fastidiosa come altrove, soprattutto perché ogni titanico scontro fra buoni e cattivi avviene coerentemente con lo sviluppo della storia, senza cadere troppo spesso nella spettacolarizzazione gratuita.
A impreziosire il cinecomic ci sono però due particolari componenti, che lo distinguono dal mare magnum di blockbuster: da un lato l'apprezzabile aspetto della continuity, una rivoluzione che la Marvel introdusse a suo tempo nei fumetti e che ora trova riscontro anche nel cinema (si tratta, in sostanza, di una "continuità" fra le storie dei suoi molti personaggi, le cui avventure si svolgono nel medesimo universo narrativo consentendo, in tal modo, intrecci e cross over); dall'altro gli interpreti di gran classe, con un meraviglioso trio maschile (Downey Jr., Rourke, Rockwell) ottimamente supportato da Don Cheadle e Gwyneth Paltrow. Se questi ultimi sono bravi a reggere il gioco del protagonista (le rapide battute di dialogo fra Stark e Pepper Potts sono talvolta degne di una screwball comedy), i tre "avversari" del film dimostrano di saper delineare con classe i rispettivi personaggi, anche in virtù di alcuni dettagli caratterizzanti offertigli dalla sceneggiatura: ognuno a proprio modo bigger than life, ognuno con le proprie manie (splendida quella di Tony Stark, che non sopporta di ricevere materialmente alcunché da persone terze), ognuno con almeno un tratto psicologico principale, sfumato però in diverse gradazioni grazie alla bravura degli interpreti. Mickey Rourke, accento russo irresistibile e tatuaggi dappertutto, riesce così a infondere una nota di malinconia nel sentimento di rancore che anima il suo Ivan Vanko/Whiplash, e tutto nello spazio di uno sguardo; Robert Downey Jr. lavora invece sui contrasti interiori di un Howard Hawkes del nuovo millennio, oscillando tra egocentrismo sfrenato, carenza di (vero) affetto e volontà di potenza; mentre Sam Rockwell gioca sull'infantilismo stralunato del suo Justin Hammer, parlantina travolgente e atteggiamenti da dandy immaturo. Peccato che Scarlett Johannson sia per contrasto fuori parte, anche se la sua Vedova Nera è protagonista di un'ottima sequenza d'azione che ruba momentaneamente la scena al predominio maschile.
La Marvel riesce insomma nel suo intento: divertire tanto il pubblico generico (quello, per intendersi, che non ha mai aperto un albo a fumetti in vita sua) quanto gli appassionati, i quali non mancheranno di lamentare vere o presunte infedeltà rispetto al materiale originale (ricordiamo però che la narrazione seriale concede più spazio e più tempo allo sviluppo di storie e personaggi), ma ovviamente faranno anche a gara per scovare gli indizi che conducono al futuro kolossal sui Vendicatori. Se la Casa delle Idee riuscisse a mantenere compatto un mosaico così variegato (che aggiungerà ulteriori tasselli con Thor e Captain America), sarebbe un'impresa produttiva non da poco.
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