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Messaggioda MarioBros » 26/05/2010, 0:00

SCONTRO TRA TITANI

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Genere: Fantasy
Titolo originale: Clash of the Titans
Nazione: Stati Uniti
Anno produzione: 2010
Durata: 106'
Regia: Louis Leterrier
Cast: Sam Worthington, Gemma Arterton, Alexa Davalos, Mads Mikkelsen, Liam Neeson, Ralph Fiennes, Danny Huston, Izabella Miko, Pete Postlethwaite, Luke Evans, Nathalie Cox, Tamer Hassan, Polly Walker, Tine Stapelfeldt
Produzione: Legendary Pictures, Thunder Road Pictures, Warner Bros. Pictures
Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia
Sceneggiatura: Phil Hay, Matt Manfredi
Uscita americana: 2 aprile 2010
Uscita italiana: 16 aprile 2010

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ATTENZIONE :





Prima degli uomini, prima degli dei, erano i Titani
Una bara riemerge dagli abissi del mare e viene raccolta da una barca di pescatori: dentro una donna senza vita e un bambino miracolosamente vivo, il piccolo Perseo. Vent’anni dopo, il giovane assiste alla tracotanza dei soldati di Argo, che distruggono la statua di Zeus scatenando così l’ira degli dei e una guerra senza precedenti. Argo è condannata, ma Perseo scopre di essere un semi-dio e di possedere dentro di sé la chiave per la salvezza della città, nonché della razza umana. Parte così alla volta del suo destino…

"Se tenete il passo e non vi dispiace morire, venite pure!"
Visti i trascorsi di Perseo, verrebbe da dire che “sbarca” anche in Italia l’ennesimo kolossal epico americano di cui si poteva benissimo fare a meno. La bellezza e l’efficacia della mitologia greca sono tutte sulla carta e nell’immaginazione di chi legge, cercare di imporre una visione (soprattutto cinematografica) risulta quindi un compito difficile e non alla portata di tutti.
Con questo remake del film di Desmond Davis del 1981, certamente il regista Luis Leterrier (già autore di Danny the Dog e del flop L’incredibile Hulk con Edward Norton) non si dimostra all’altezza – per nulla coadiuvato in questo dagli sceneggiatori Beacham, Hay e Manfredi – e propone una rielaborazione in salsa americana del mito greco, cercando di rimanere fedele ai testi almeno per quanto riguarda le imprese compiute dal semi-dio Perseo, ma inserendo degli elementi totalmente fuorvianti o variazioni incomprensibili: il Kraken, ad esempio, oltre ad essere già stato utilizzato da Verbinski nella saga Pirati dei Caraibi, non esiste affatto nella mitologia greca e appartiene alle leggende nordiche marine; Pegaso, il cavallo alato, sarebbe nato dal sangue di Medusa, dopo che Perseo le ebbe tagliato la testa, mentre qui compare già in precedenza come un essere mandato per volontà divina; la storia del concepimento di Perseo è memorabile nei testi, con la trasformazione di Zeus in pioggia d’oro per riuscire a infiltrarsi laddove la bellissima Danae, figlia di re Acrisio, era tenuta prigioniera e metterla incinta, mentre nel film il suo personaggio viene stravolto e reso come la moglie di Acrisio stesso, posseduta da Zeus con le sembianze del marito; la figura di Io subisce ben altro destino ed è raccontata in letteratura latina da Ovidio…
Insomma, un grande minestrone di mitologie, che perde tutto il fascino e la coerenza delle relazioni tra i protagonisti, generando una gran confusione sui ruoli e sui personaggi e puntando tutto sugli effetti speciali, ma senza un’anima forte a cui aggrapparsi (si capiva già dal titolo, così solenne ma allo stesso tempo vuoto perché dei Titani non v’è traccia!). La ricostruzione dei luoghi cardine delle vicende, dalla città arroccata di Argo all’isola dei morti in cui risiede il palazzo della gorgone Medusa fino alle paludi stigie e al regno sub terreno di Ade, è estremamente accurata ed efficace; la lunga serie di divinità e creature ricreate, dal re degli dei, Zeus, al fratello scomodo e spedito negli inferi, Ade, passando per gli scorpioni giganti, le inquietanti streghe con un occhio solo e arrivando all’enorme Kraken finale, tutti sono ammantati di un fascino incredibile e disegnati nei minimi particolari. Ma un film non si fa solo di effetti speciali e Leterrier dimostra i suoi limiti nella direzione degli attori: Sam Worthington (fresco sbanca-botteghini con Avatar) è rimasto bloccato nella stessa espressione da quando ha recitato in Terminator Salvation, peraltro mantenendola lungo tutto l’arco del film, accennando a un vago sorriso quando Zeus gli concede un ultimo regalo divino; Liam Neeson (Schindler’s List, Michael Collins) deve ricorrere a tutta la sua esperienza attoriale per dare un minimo di senso a uno Zeus troppo remissivo e poco autoritario, nei confronti soprattutto del fratello reietto, Ade, reso bene da un bravissimo Ralph Fiennes (Spider, The Constant Gardener); una piccola nota di merito per un attore come Mads Mikkelsen (Valhalla Rising, Casino Royale), ordinato nei panni di Draco, duro e guerriero, si limita a fare il suo senza colpi di testa ed è uno dei personaggi più riusciti. Le donne - senza infamia e senza lode l’Andromeda di Alexa Davalos (The Mist) e la Io di una bellissima Gemma Arterton (era la bond girl di Quantum of Solace) - sono costrette a ruoli minori e relegate a sottostare allo strapotere muscolare degli uomini (quando invece nella mitologia erano spesso le protagoniste e avevano uno spessore differente).
In definitiva una cocente delusione, soprattutto per un 3D che non aggiunge molto (come Alice nel paese delle meraviglie di Burton, anche questo è stato girato in 2D e poi convertito), forse troppo ingabbiato dal precedente da omaggiare per cogliere gli aspetti veramente interessanti del mito.
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