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Messaggioda MarioBros » 08/09/2010, 14:33

THE EXPENDABLES - I MERCENARI

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Genere: Azione, Avventura
Titolo originale: The Expendables
Nazione: Stati Uniti
Anno produzione: 2010
Durata: 103'
Regia: Sylvester Stallone
Cast: Sylvester Stallone, Mickey Rourke, Jason Statham, Dolph Lundgren, Jet Li, Randy Couture, David Zayas, Terry Crews, Steve Austin, Charisma Carpenter, Eric Roberts, Arnold Schwarzenegger, Bruce Willis, Giselle Itié
Produzione: Millennium Films, Nu Image Films, O2B Films, Rogue Marble
Distribuzione: 01 Distribution
Soggetto: David Callaham
Sceneggiatura: Sylvester Stallone, David Callaham
Uscita americana: 13 agosto 2010

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ATTENZIONE :





"Affida il lavoro al mio amico, qui: lui adora giocare nella giungla"
Barney Ross (Sylvester Stallone), Lee Christmas (Jason Statham), Ying Yang (Jet Li), Tool (Mickey Rourke), Gunner Jensen (Dolph Lundgren), Toll Road (Randy Couture), Hale Caesar (Terry Crews): sette ex soldati ora conosciuti come gli Expendables, i "sacrificabili", gruppo di infallibili mercenari pronti a intervenire in qualunque momento e in qualunque luogo del mondo.
Contattati da un misterioso uomo della C.I.A., ricevono l'incarico di rovesciare la dittatura del generale Garza sull'isola di Vilena, località fittizia nel Golfo del Messico. Ma alle spalle del regime ci sono ben altri individui e ben altri interessi...

Scontri fra titani
Una vita intera trascorsa a combattere i cattivi solo per diventare un Expendable, un "sacrificabile", fascio di muscoli esausti dentro una pelle incisa di cicatrici, ognuna delle quali racconta la propria storia. I riflessi non sono più quelli di una volta e anche i vecchi principi hanno lasciato il posto alla disillusione, ma resta quell'esigenza di autoanalisi, d'introspezione autocosciente sul proprio passato, che solo i vecchi leoni dimostrano di avere. Così, forse per la prima volta, Sylvester Stallone riflette sul suo ruolo e sulla sua carriera, firmando quello che potremmo considerare il suo personale Gran Torino. Sia chiaro, sotto il profilo cinematografico il film di Clint Eastwood e The Expendables non hanno ovviamente nulla in comune, eppure l'urgenza che si avverte alla base dei due lavori è sostanzialmente la stessa: un desiderio intimo di raccontarsi, trasfigurando la propria immagine iconica in un personaggio di finzione che sintetizza i caratteri di un'intero percorso artistico, durato decenni e culminato qui, ora, nella dolce malinconia di chi ricorda le glorie di un tempo. Associare The Expendables a un sentimento lieve e sottile come la malinconia può suonare inappropriato, ma nelle parole di Stallone e Rourke - soprattutto nel dolente monologo di quest'ultimo, sorta di "coscienza" del gruppo - emerge tutta la amara consapevolezza di una vita dedicata alla violenza, che rende insensibili e recide sul nascere ogni possibile legame affettivo. Ciò che resta è allora soltanto l'amicizia virile, la lealtà verso i commilitoni: che nessuno venga lasciato indietro, si va avanti fino alla fine e lo si fa tutti insieme (Peckinpah docet).
Da qui l'idea di riunire in un unico progetto il più sorprendente cast corale mai visto in una pellicola d'azione, perché nel DNA del film non è iscritto solo il fattore nostalgia (l'action anni Ottanta-Novanta, la fisicità pre-digitale, i dialoghi brillanti...), ma anche quello, fondamentale, dell'autoreferenzialità. La sceneggiatura di The Expandables è ricca di battute autoreferenziali, che ammiccano allo spettatore e lo stimolano a cogliere citazioni, riferimenti, guizzi (auto) ironici: esemplare, e a suo modo memorabile, la sequenza tra finzione e realtà in cui compaiono nello stesso momento Stallone, Schwarzenegger e Bruce Willis, le tre più grandi icone action del cinema contemporaneo; una festa per gli appassionati, a dimostrazione di quanto il film non sia solo un regalo di Stallone a se stesso, ma soprattutto ai moltissimi fan che sono nostalgici almeno quanto lui. L'idea di giocare con l'immaginario collettivo è vincente perché asseconda i desideri del pubblico (il piacere naiv dello scontro fra titani: Lundgren V.S. Jet Li, Stallone V.S. Steve Austin...), mentre l'ottimo equilibrio tra malinconia e umorismo garantisce un divertimento pressoché instancabile, piacevolmente infantile e quasi catartico: sarà perché questi eroi muscolari non temono di mostrare il loro lato umano, sarà perché i cattivi hanno quel che si meritano, o sarà perché a trionfare è la nobiltà delle intenzioni senza doppi fini (i veri eroi, ricordiamolo, non agiscono per una ricompensa), ma giunti ai titoli di coda ciò che si avverte è un senso di sazietà e soddisfazione, anche se ovviamente il discorso non vale per i detrattori del genere action. Ma non è a loro che si rivolge The Expendables.
Un film decisamente riuscito e imperdibile per gli appassionati, che sorvoleranno volentieri sulle sbavature registiche di Stallone (in particolare nelle scene d'azione, spesso talmente caotiche da non valorizzare le coreografie: i virtuosismi del trascurato Jet Li - che avrebbe meritato un ruolo più incisivo - ne sono la vittima principale). Ma poco importa, perché il giocattolo funziona.
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