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Messaggioda MarioBros » 31/05/2010, 20:08

WELCOME

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Genere: Drammatico
Titolo originale: Welcome
Nazione: Francia
Anno produzione: 2009
Durata: 115'
Regia: Philippe Lioret
Cast: Vincent Lindon, Firat Ayverdi, Audrey Dana, Derya Ayverdi, Thierry Godard, Selim Akgül, Firat Celik, Murat Subasi, Olivier Rabourdin, Yannick Renier, Mouafaq Rushdie, Behi Djanati Ataï
Produzione: Nord Ouest Production
Distribuzione: CG Home Video, Teodora Film
Sceneggiatura: Philippe Lioret, Emmanuel Courcol, Olivier Adam

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ATTENZIONE :





"E tu che fai? Guardi da un’altra parte e te ne torni a casa"
Bilal (Firat Ayverdi) è un giovane clandestino iracheno che cerca di raggiungere la propria fidanzata in Inghilterra. Alla frontiera di Calais viene arrestato a bordo di un tir e rilasciato perché minorenne e al suo primo arresto. Dal porto di Calais si vedono le coste dell’Inghilterra e Bilal decide di prendere delle lezioni di nuoto per attraversare lo stretto della Manica e raggiungere così la libertà. In piscina incontra Simon (Vincent Lindon), un istruttore sull’orlo del divorzio con la moglie, che lo aiuta e decide di allenarlo, cercando allo stesso tempo di dissuaderlo dal compiere una follia. Ma Bilal è troppo determinato per desistere…

Welcome sul tappeto… ma nessuno è il benvenuto
Presentato fuori concorso al 27° Torino Film Festival, il nuovo film di Philippe Lioret (incomprensibilmente mai distribuiti in Italia i precedenti Mademoiselle e Je vais bien t’en fais pas), Welcome, si rivela un film sorprendente ed emozionante, capace di portare a casa il “Premio Maurizio Collino” come miglior film su temi giovanili (dopo i riconoscimenti di Berlino e Gijón).
A differenza delle finte parabole buoniste e ad alto tasso d’ipocrisia – si veda Goal! - Il film, in cui il protagonista rappresentava inverosimilmente l’incarnazione dei sogni di qualunque ragazzino cresciuto con un pallone tra i piedi; oppure il più recente Verso l’Eden di Costa-Gavras, dove un improbabile clandestino belloccio trovava la via per Parigi nella solidarietà di persone tanto caritatevoli quanto irreali – il film di Lioret è un concentrato di realismo e generalizzazioni insieme. Se da un lato la vicenda narrata risulta estremamente coinvolgente e densa, intrisa di una verità tanto scomoda quanto lampante, dall’altro si scorgono dei pericolosi cliché su come venga vissuta la xenofobia (soprattutto in un paese come la Francia, vero e proprio contenitore di etnie differenti, in cui è stata approvata una legge secondo la quale chiunque offra ospitalità o aiuti di sorta a clandestini viene punito con la reclusione…).
Il regista promuove un certo solidarismo e si erge contro la politica adottata dal governo Sarkozy in materia di clandestini. Decide non a caso di ambientare la storia a Calais, vera e propria frontiera prima dell’Eldorado Inghilterra, dove il protagonista Bilal (Firat Ayverdi, un bellissimo esordio il suo) è sicuro possa emergere quale talento calcistico, proprio come il suo idolo Cristiano Ronaldo. La bravura di Lioret sta anche in questo: nel creare una forma di fortissima empatia tra lo spettatore e il determinato Bilal, il cui sogno non viene mai accompagnato da immagini di lui che tocca un pallone. Pur di raggiungere la sua amata e la sua libertà, la felicità di una famiglia e di un lavoro con cui mantenerla (che non sia necessariamente quello del calciatore), Bilal scende a patti col destino e decide di sfidarlo attraversando la Manica a nuoto: impresa folle, atleticamente difficoltosa e con pochi margini di successo. Lo spettatore assiste catturato dallo spirito irriducibile del protagonista e si pone gli stessi interrogativi che balzano alla mente di Simon (un appassionato Vincent Lindon, già in Betty Blue e L’amore sospetto, espressivo oltremisura ma mai a vuoto): è davvero possibile aiutarlo? E quanto è moralmente giusto istruirlo a compiere un’impresa che pochi uomini sarebbero in grado di affrontare e nella quale potrebbe non salvarsi?
Welcome fa venire una gran voglia di nuotare: contro corrente, contro l’indifferenza della gente, contro i pregiudizi e i luoghi comuni del razzismo, contro la disperazione per un destino così lontano da noi eppure comune a tutti. E Lioret si dimostra cinico fino in fondo, mantenendo il realismo come linea guida e lasciando la speranza a chi davvero può permettersela. Lo stesso personaggio di Simon rivela tutta la sua disonestà morale e tutta la sua inconsistenza umana, sconvolgendo l’opinione che aveva creato con i suoi gesti altruisti lungo tutto l’arco del film.
Un'opera particolarmente sentita dal cast e dai francesi, che hanno risposto con una grande affluenza di pubblico nelle sale. Impegnato socialmente e politicamente, Welcome merita una visione e la considerazione di tutti indistintamente, anche se il periodo natalizio potrebbe sminuire la forza della sua attualità e renderlo la solita favola triste sull’immigrazione.
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